Pensioni: arriva il cumulo gratuito anche per i professionisti 24 ottobre 2017

Attenzione-pensioniIl cumulo gratuito dei contributi, ossia la possibilità sommare i periodi di iscrizione ad enti previdenziali diversi per arrivare ad un’unica pensione diventa realtà, a seguito della pubblicazione della circolare 140/2017 dell’Inps. Una misura molto attesa da circa 7mila lavoratori che, con le regole introdotte dalla Riforma Fornero, non riescono ad andare in pensione: commercianti, avvocati, medici e professionisti con carriere discontinue.

Con l’unione delle varie tranche contributive si può così arrivare all’assegno previdenziale, anche se non sono stati maturati i requisiti richiesti in nessuna delle singole gestioni. Introdotto – in versione onerosa – già nel 2012, spesso non utilizzato dai lavoratori a causa degli alti costi, è stato reso gratuito ed estesa anche agli autonomi dalla legge di bilancio 2017, diventando, di fatto, operativo solo ora.

Il cumulo è possibile per i lavoratori che hanno effettuato versamenti in più di un ente previdenziale pubblico, compresa la Gestione separata dell’Inps, e agli enti privati che fanno capo agli ordini professionali. La possibilità di unire le varie tranche contributive è estesa anche ai cosiddetti lavoratori con carriere contributive discontinue: si possono sommare, infatti, periodi di lavoro autonomo con lavoro dipendente e viceversa, anche in caso di contributi versati all’estero. La pensione è pagata con un solo assegno dall’Inps, che poi richiede i pro-quota alle gestioni interessate. La domanda va presentata, comunque, all’ultimo ente al quale si versano i contributi.

L’importo viene calcolato tenendo in considerazione le regole previste da ciascun fondo. Il cumulo gratuito può essere utilizzato sia per il raggiungimento della regolare pensione di vecchiaia (66 anni e 7 mesi di età e un minimo di 20 anni di contributi) sia per arrivare alla pensione anticipata (solo l’anticipo pensionistico concesso dalla riforma Fornero: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, non vale per l’Ape).

Il cumulo non è ancora effettivo: l’Inps ha chiarito alcuni aspetti relativi alle modalità di calcolo e di liquidazione della pensione, ma mancano ancora le istruzioni operative; inoltre i singoli istituti dovranno deliberare per recepire le novità e attendere l’approvazione della decisione da parte dei ministeri vigilanti.

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