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Unioncamere, le imprese nascono sul web
La comunicazione unica ha accompagnato i “vagiti” virtuali di 182.581 imprese, oltre 103mila delle quali (il 57%) immediatamente operative. Altre 624.677 pratiche sono invece state inviate per comunicare una qualche variazione dello stato dell'impresa agli enti interessati. Tra questi - oltre le Camere di commercio, cui va necessariamente inviata la pratica - l'Agenzia delle Entrate ha ricevuto 293.601 comunicazioni, l'Inps complessivamente 188.869, l'Inail 41.459. A utilizzare di più “ComUnica” sono state le società (che hanno inviato il 67,4% di tutte le pratiche giunte agli sportelli virtuali delle Camere di commercio). Gli utenti più attivi sono stati i professionisti incaricati dalle imprese (commercialisti, ragionieri, consulenti del lavoro e gli altri professionisti a ciò autorizzati) che hanno cliccato 276.610 volte sul mouse per spedire il fascicolo elettronico (il 29,2% dei casi), seguiti dai notai (234.443 "click", pari al 24,8% di tutte le pratiche del periodo).
“Dalla data di avvio al 31 luglio sono state oltre 945.000 le pratiche ComUnica inviate alle Camere di Commercio attraverso il sito www.registroimprese.it - ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - il che ci conferma quanto le aziende, soprattutto piccole e medie, considerino essenziale questo nuovo strumento di snellimento delle pratiche burocratiche e di semplificazione amministrativa. Il passaggio alla nuova procedura gestita dalle Camere di commercio - ha proseguito il presidente di Unioncamere - è stato come imboccare una corsia preferenziale in una giornata di traffico, e scoprire che è aperta a tutti e non si blocca mai.
E' un esempio di Pubblica amministrazione che sa semplificare, che innova e che si dimostra più efficiente e meno costosa. Il successo di questi primi mesi - ha aggiunto Dardanello - è stato possibile grazie al grande lavoro di formazione svolto dal sistema camerale insieme a Inps, Inail e Agenzia delle Entrate e alla collaborazione strettissima con il mondo dei professionisti. Il loro contributo è indispensabile per affiancare le imprese in un contesto amministrativo che resta, comunque, troppo complesso e che rischia di diventarlo ancora di più, se il passaggio al federalismo non sarà attento al tema della proliferazione e frammentazione della normativa sulle imprese”.

















