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Unioncamere, gli italiani tornano a spendere nei supermarket

05/03/2010
A beneficiarne, oltre che i consumatori, sono i fatturati (+1,2%) sia degli esercizi di nuova apertura, sia di quelli preesistenti, che vedono consolidarsi la ripresa delle vendite già avviata nel precedente bimestre. I prezzi dei prodotti del Largo Consumo Confezionato (che include i reparti di drogheria alimentare, bevande, fresco, freddo, cura degli animali, cura della casa e cura della persona) risulta in linea con quello del bimestre precedente (pari al -1% su base annua). Il risultato è l'esito di un lieve rientro del calo del costo della spesa dei prodotti alimentari e del contemporaneo ampliamento della caduta dei listini non alimentari.
Tra i prodotti alimentari, quelli surgelati, nel VI bimestre una riduzione della caduta del costo della spesa, che passa dal -3.7% anno su anno del periodo precedente al -1.8% dei mesi più recenti. I contributi più rilevanti rispetto a questa dinamica sono i rincari dei surgelati dolci, che vedono un aumento dei prezzi di oltre l'11%, delle pizze surgelate (+2.9%) e dei surgelati di pesce (+2.3%). Per la drogheria alimentare emerge nel bimestre una riduzione del costo della spesa pari al -2.7%, un decimo in meno rispetto al risultato del periodo precedente. In territorio negativo si ritrova l'andamento dei prezzi di prodotti come la pasta di semola (-9.4% anno su anno), l'olio extravergine di oliva (-6%) e il latte Uht (-4.8%), categorie merceologiche che comunque col passare dei mesi mostrano flessioni gradualmente meno intense.
Il reparto del fresco è quello che presenta la riduzione del costo della spesa più intenso, pari al -3.9% tendenziale, dal -4% del V bimestre. Fra i prodotti più rappresentativi del reparto che hanno contribuito alla flessione si trovano le mozzarelle (-3.8% tendenziale), lo yogurt funzionale (-5.2%) e il latte fresco (-6.5%). Importante in questi casi potrebbe essere stato il contributo delle promozioni commerciali proposte dalla distribuzione e premiate dai consumatori.
A differenza dei reparti precedenti, le bevande registrano un incremento del costo della spesa di circa un punto percentuale. Spiccano in questo caso i rincari dei vini liquorosi e dei distillati bianchi. Per quanto riguarda i reparti non alimentari, si riducono ulteriormente i prezzi dei prodotti per la cura della casa, la cui dinamica scende dal -0.1% del V bimestre al -1% del VI. In particolare, diminuisce il costo degli accessori da tavola usa e getta, dei prodotti per il trattamento del bucato e dei sacchetti e vaschette alimentari. Infine, per i prodotti della cura per la persona emerge una stabilizzazione dei prezzi, che variano anche nel VI bimestre del -0.1%. I rincari di saponi per la persona, fissativi e lame e rasoi da uomo tendono ad essere compensati dalla riduzione di prezzo di altri prodotti, come pannolini, deodoranti e bagno/doccia schiuma. Il Sud è l'unica macro-ripartizione a segnare una riduzione del fatturato (-0,8%).

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