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Studi settore: tra categorie e Entrate più dialogo

02/09/2010
Dopo la nuova ordinanza della Cassazione n°18941 depositata ieri che precisa che la crisi di un settore industriale in un territorio è sufficiente a giustificare la differenza tra quanto dichiarato e quanto previsto dallo studio di settore e viceversa l’abitudine ormai consolidata di dare poco spazio al contraddittorio e di fondare gli accertamenti solo sullo scostamento fra redditi dichiarati e griglie di Gerico che rischia di rovesciarsi nelle commissioni tributarie facendo esplodere il contenzioso, le organizzazioni di commercianti, artigiani e Pmi lanciano l’appello per rafforzare il dialogo con l’amministrazione finanziaria al fine di valorizzare una corretta applicazione degli studi.
“A volte, si ha l’impressione - afferma il responsabile servizi tributari di Confesercenti Marino Gabellini dalle colonne de Il Sole 24 Ore - che gli uffici delle Entrate si muovano semplicemente nell’ottica di effettuare un certo numero di controlli e che dunque non abbiano attenzione verso i contribuenti. Per questo è necessario che imprese e professionisti acquisiscano una giusta cultura nella gestione degli studi di settore, raccogliendo sempre quegli elementi oggettivi che potranno servire nell’eventuale confronto con le Entrate. D’altro canto, abbiamo chiesto più volte all’Agenzia di far sì che nell’accertamento risultino sia le cause dello scostamento da Gerico sia quelle del diniego opposto alle ragioni del contribuente”. L’Agenzia, dal canto suo, invita consulenti e professionisti a inviare segnalazioni puntuali e a comunicare eventuali comportamenti anomali da parte degli uffici.

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