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Occupazione, per l'Istat le Pmi danno più sicurezza
Nel primo trimestre del 2010 sono 208mila i lavoratori in meno rispetto allo stesso periodo del 2009. Tuttavia l’Istat precisa che pur essendoci ancora il segno meno “la caduta è meno intensa ”. Nello stesso periodo, fa notare sempre l'Istituto, erano al lavoro 22 milioni e 758mila persone. Quindi, il calo degli occupati rispetto allo stesso trimestre del 2009 è pari allo 0,9%.
Nel Rapporto si rileva inoltre che nei primi tre mesi del 2010 erano oltre 2milioni i disoccupati in cerca di lavoro (2,273 milioni), il 14,7% in più del 2009 tornando così ai tassi del 2001. Nel dettaglio, raffrontando il quadro con le relazioni precedenti, si tratta del dato più alto dal 1999: il tasso di disoccupazione maschile sale dal 6,8% del primo trimestre del 2009 all’8,1%, quello femminile passa dal 9,5% al 10,5%.
A livello territoriale, i dati rilevano che nel Nord l’indicatore cresce dal 5,1% al 6,4%, nel Centro il tasso passa dal 7,6% all’8,4% mentre nel Sud si attesta al 14,3%, (13,2% nel 2009). Il tasso di disoccupazione degli stranieri aumenta per la quinta volta consecutiva arrivando al 13% (erano il 10,5% nel primo trimestre 2009). Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni raggiunge il 28,8%, con un massimo del 43,6% per le donne del Sud. A fornire dati più incoraggianti sono, a dispetto di ogni aspettativa, proprio le microimprese fermo restando che il significato di “posto vacante” può avere sfumature diverse (nuove necessità dell’azienda, ma anche lavoratori che stanno per lasciare l’attività lavorativa).

















