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Istat, inflazione: tasso medio annuo al 2,8%. Si tratta del valore più alto dal 2008

04/01/2012
Istat: inflazione al 2,8%, nel 2011, ai massimi dal 2008. Confesercenti: consumi al palo"Il tasso di inflazione medio annuo per il 2011, sulla base delle stime preliminari, è pari al 2,8%, in sensibile accelerazione rispetto all'1,5% registrato per il 2010". E' quanto rileva l'Istat. Si tratta del valore medio annuo più alto dal 2008, quando raggiunse +3,3%.

"L’inflazione registra nel mese di dicembre - spiega l'Istituto - un aumento dello 0,4% rispetto al mese di novembre e un aumento del 3,3% rispetto a dicembre 2010, lo stesso valore annuo registrato a novembre. A dicembre l'inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, è stabile al 2,4%. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell'indice dei prezzi al consumo scende al 2,3% dal 2,4% di novembre".

"La stabilizzazione dell'inflazione deriva dalla lieve riduzione del tasso di crescita tendenziale dei prezzi dei beni (+3,9%, dal +4,0% di novembre), compensata dall'aumento di quello dei servizi (+2,5%, dal +2,4% del mese precedente). Come conseguenza di tali andamenti, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi diminuisce di due decimi di punto rispetto al mese di novembre".

"A dicembre - aggiunge l'Istat - si rilevano tassi tendenziali di crescita dei prezzi al consumo stabili, o in lieve rallentamento, per quasi tutte le tipologie di beni e servizi. Da un punto di vista settoriale, i due più importanti effetti di sostegno alla dinamica dell'indice generale derivano dagli aumenti su base mensile dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (+2,9%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+1,6%)".

"Sulla base delle stime preliminari - continua l'Istituto - l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,3% su base mensile e del 3,7% su base annua (lo stesso valore registrato a novembre). Il corrispondente tasso di crescita medio annuo, relativo al 2011, è pari al 2,9%".

"Per quanto concerne le divisioni di spesa - conclude l'Istat -  a dicembre 2011 si registra un forte aumento congiunturale dei prezzi dei Trasporti (+1,7%). Aumenti su base mensile più contenuti si rilevano per i prezzi delle divisioni Abitazioni, acqua, elettricità e combustibili, Ricreazione, spettacoli e cultura (per entrambe +0,3%) e Altri beni e servizi (+0,2%). In calo risultano i prezzi dei Servizi ricettivi e di ristorazione (-0,4%), dei Servizi sanitari e spese per la salute e delle Comunicazioni (per entrambi -0,2%).  Rispetto a dicembre 2010, i maggiori tassi di crescita interessano i Trasporti (+7,1%), l’Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+6,3%) e le Bevande alcoliche e tabacchi (+6,0%). Quello più contenuto riguarda la divisione Servizi sanitari e spese per la salute (+0,3%). I prezzi delle Comunicazioni risultano in flessione (-2,0%)".

A tal proposito Confesercenti sottolinea come: "l’inflazione si attesta al 2,8% nel 2011 e se è la più alta dal 2008 lo si deve soprattutto a due voci: Trasporti  e Costi legati all'abitazione.  Questo vuol dire che il balzo è stato causato da accise, bollette e conseguenze delle manovre come il rialzo dell’Iva. Il senso di responsabilità delle imprese ha fatto da moderatore, ma è indubbio che pesa molto sulla domanda interna il disagio economico sempre più acuto nel quale si dibattono le famiglie.  Basti ricordare che in un recente nostro sondaggio nel 2011 il 38% dei nuclei familiari ha dichiarato di non riuscire ad arrivare alla fine del mese, una quota in crescita del 10% rispetto al 2010. Ecco perché occorrono al più presto misure per lo sviluppo ed un sostegno convinto alle Pmi che sono il vero motore della ripresa”. 

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