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Istat: in calo la competitività delle imprese italiane
"In ambito nazionale - sottolinea l'Istat - la dimensione media delle imprese è più bassa nel Mezzogiorno". ln Italia operano circa 64 imprese ogni mille abitanti, un valore nettamente superiore alla media europea. Tra il 2008 e il 2009 l'indicatore segnala una lieve riduzione, in conseguenza della distruzione netta di attività determinata dalla crisi. Nel 2009 in Italia il tasso di imprenditorialità - calcolato come rapporto tra numero di lavoratori indipendenti e totale dei lavoratori delle imprese - è di poco inferiore al 32%. La propensione all'imprenditorialità risulta elevata in tutte le ripartizioni geografiche, con valori nettamente superiori alla media europea".
"Il turnover lordo delle imprese, che fornisce una misura del grado di dinamicità di un sistema economico - riporta ancora il rapporto - nel Paese è pari al 14,9%. I valori sono molto diversificati a livello regionale: una maggiore instabilità si riscontra nel Mezzogiorno, mentre il Nord-Est si caratterizza per una minore nati-mortalità delle imprese".
"Nel 2009 - spiega l'Istat - il livello di competitività delle imprese italiane si attesta a 112,5 euro di valore aggiunto ogni 100 euro di costo del lavoro, in calo rispetto all'anno precedente. La diminuzione - dice l'Istituto - è maggiore nel Nord-Est e più contenuta per le imprese del Centro. Nel confronto europeo, l'Italia, si posiziona nella parte bassa della graduatoria".
"La struttura produttiva dell'economia del Paese - conclude - appare altamente diversificata a livello di macro aree regionali. Nel Mezzogiorno prevalgono le micro imprese, sia di servizi, sia dell'industria; nel Nord-Ovest predomina la grande industria; nel Nord-Est le piccole e medie imprese dell'industria; nel Centro le grandi imprese dei servizi".

















