09/03/2010
Cuore nevralgico della rete di truffatori, alcuni intermediari per la trasmissione telematica delle dichiarazioni (tra cui due operanti in Toscana) e alcuni contribuenti, persone fisiche o giuridiche, residenti a Pisa e Livorno. Il meccanismo messo in atto – e spiegato anche in un articolo su Fiscooggi - era sostanzialmente questo: associazioni in realtà inesistenti presentavano in dichiarazione falsi crediti Iva che venivano utilizzati per compensare ritenute a persone fisiche effettuate in modo superiore a quelle previste, consentendo di ottenere indebiti rimborsi Irpef. O ancora falsi crediti Iva venivano presentati da soggetti esercenti attività commerciali, società o imprese individuali o falsi documenti, quali ricevute di medici o dentisti, venivano indicati in dichiarazione per ottenere illegittimi rimborsi d'imposta. Sono stati, quindi, azzerati i falsi crediti Iva (9,943 milioni di euro da associazioni, 5,935 milioni da società, 5,091 milioni da persone fisiche) e recuperate le somme indebitamente rimborsate a titolo di Iva e di Irpef. Azzerati, inoltre, crediti Irpeg di associazioni per un ammontare di 861.017 euro. Circa un milione di euro, infine, i rimborsi Irpef per falsi oneri deducibili o false detrazioni.