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Dipartimento Finanze: dati in calo per le aperture delle partite iva. Bene il commercio (oltre 27% del totale)
Novità dal mondo delle partite Iva con i nuovi dati forniti dall'Osservatorio del Dipartimento delle Finanze. Dai dati si evince come: "lo scorso novembre si sia registrato un calo del 17,7% delle attività intraprese rispetto al mese precedente ed una flessione del 9,4% sullo stesso periodo del 2010". "La distribuzione per natura giuridica conferma la forte prevalenza delle persone fisiche - si legge nella sintesi dei dati - il cui peso percentuale sul totale delle aperture, tuttavia, è calato a circa il 68%; di conseguenza è salita la quota di aperture societarie: le società di capitali rappresentano il 21,5% e le società di persone circa il 10%. Confrontando tali dati con il 2010 si nota un calo di aperture più marcato per le società di capitali (-19,6%) e più contenuto per le persone fisiche e le società di persone".
"Riguardo alla ripartizione territoriale delle aperture - prosegue la sintesi - il 41% di esse si è registrato al Nord, il 23% al Centro, il 36% al Sud ed Isole; il confronto con novembre 2010 denota un calo di aperture più marcato per le regioni centro-settentrionali e più contenuto per il Sud e le Isole".
"Il commercio - secondo i dati dell'Osservatorio - si conferma il settore produttivo ove si registra il maggior numero di aperture di partite Iva: oltre il 27% del totale, seguito dall’agricoltura con oltre il 10%. Nel complesso, il gruppo dei servizi raccoglie il 45,6% delle aperture totali, quota in leggero calo se confrontata con il mese precedente; inoltre, tale settore accusa il calo più consistente di aperture rispetto allo scorso anno (-15%), appena più alto del settore industriale (in calo del 14,8%). L’agricoltura si conferma in controtendenza (+11,6%)".
"Relativamente alle persone fisiche - conclude la sintesi - la ripartizione per sesso vede i maschi aprire circa il 64% di partite Iva; in questo mese sono le femmine a registrare un calo più sensibile di aperture (-7,6%) rispetto al corrispondente mese dello scorso anno. Il 48,4% delle aperture è dovuto a giovani fino a 35 anni e, rispetto a novembre 2010, vi è un calo generalizzato, più cospicuo per la classe oltre i 65 anni (-20,6%)".

















