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Dipartimento delle Finanze: dichiarazioni IRAP in calo del 3,3%. Dichiarazioni società capitali in aumento del 2,6%
"Una diminuzione - spiega il Dipartimento - che ha interessato prevalentemente le persone fisiche in virtù della crescente adesione al ''regime dei minimi'' (+23,8% rispetto al 2008) e del riconoscimento di ulteriori casistiche di non assoggettabilità all'IRAP. I soggetti che dichiarano un valore della produzione positivo - prosegue - sono 4.758.337 (-2,9% rispetto all'anno precedente), per un ammontare complessivo di 657 miliardi di euro (-7,9% rispetto al 2008), di cui il 61% è prodotto dalle società di capitali. La base imponibile totale risulta pari a 655 miliardi di euro, con una contrazione rispetto al 2008 del 6,5%, variazione dovuta all'effetto di fattori diversi, quali la riduzione del numero dei dichiaranti (per effetto della crescente adesione al regime dei minimi e del riconoscimento di ulteriori casistiche di non assoggettabilità all'IRAP) ma, soprattutto l'impatto della crisi economica che nel 2009 manifesta appieno i suoi effetti".
"La distribuzione per attività economica della base imponibile totale - prosegue il Dipartimento - inclusa la P.A. che svolge “attività istituzionale”, evidenzia che, trascurando l’attività “Amministrazione pubblica”, circa il 50% della base imponibile è generato da quattro settori: “manifatturiero” (19%), “commercio” (12%), “attività finanziarie” (12%), “costruzioni”(7%). E' il manufatturiero a presentare un decremento del 22%, che rappresenta il 65% della contrazione totale della base imponibile, mentre i settori “finanziario” ed “energetico” presentano un incremento (rispettivamente del 16% e del 13%). L’imposta dichiarata per l’anno 2009 è stata pari a 31,9 miliardi di euro (-5,4% rispetto al 2008), con un valore medio pari a 9.840 euro. La contrazione è più accentuata nelle società di capitali (-6,5%), che rappresentano il 55% dell’imposta totale, mentre è più contenuta nelle Amministrazioni Pubbliche (-2%), che rappresentano il 30% dell’imposta totale. La distribuzione territoriale sulla base del luogo in cui è svolta l’attività produttiva evidenzia che il 54% dell’imposta è prodotta al Nord e il 16% al Sud, in linea con l’andamento dell’anno precedente".
"Per quanto concerne invece l'IRES - sottolinea il Dipartimento - il 2009 è stato caratterizzato da una profonda crisi economica, che ha determinato una forte riduzione del PIL reale (-5,1%) e nominale (-3,1%). La crisi produce effetti su tutte le grandezze dichiarate dalle società di capitali. Nell’anno d’imposta 2009 le dichiarazioni delle società di capitali sono state 1.056.685, con un incremento del 2,6% rispetto all’anno precedente, crescono più della media nazionale il settore “fornitura energia elettrica” (+36%) e le “attività professionali” (+6,6%). Aderiscono al regime del consolidato fiscale 21.352 società, con un aumento del 5,9% rispetto al 2008. Le società di capitali rivestono in massima parte (86,2%) la natura giuridica di società a responsabilità limitata. La crisi economica può spiegare il forte incremento delle dichiarazioni presentate da società in situazione di fallimento (+61,67%) o estinte (+52,08%)".
"La situazione di congiuntura negativa - aggiunge - si riflette inoltresulla quota di società in utile, calate di oltre due punti percentuali (ora al 57,9%) e, conseguentemente, aumenta il numero dei contribuenti in perdita (37%, contro il 35% del 2008). Il reddito d’impresa si conferma fortemente concentrato nelle regioni del Centro e del Nord: nel Sud e nelle Isole viene dichiarato solo l’8,5% del reddito d’impresa totale. Il reddito medio dichiarato, pari a 256.980 Euro, subisce un decremento del 6,7% rispetto a quello relativo all’anno d’imposta 2008, la riduzione maggiore si registra nelle Isole (-17,6%), mentre appare più contenuta nel Nord-Ovest (-2,6%). Dall’analisi dei soggetti in continuità di esercizio si rileva che il reddito medio, pari a 270 mila euro, è superiore del 5,2% rispetto a quello totale, mentre la perdita media, pari a 146 mila euro, supera del 9,3% quella totale".
"Nel 2009 - conclude il Dipartimento - le società di capitali hanno dichiarato un imponibile di 126.482 milioni di euro rispetto ai 137.244 milioni di euro nel 2008. La riduzione di quasi 8 punti percentuali è attribuibile primariamente alla grave crisi economica; tuttavia non vanno trascurati anche alcuni specifici effetti di variazioni normative: in particolare, si rammenta, l’importante agevolazione introdotta per incentivare l’acquisto di macchinari nella fase di congiuntura negativa (c.d. “Tremonti-ter”1). Le società che sono assoggettate a tassazione ordinaria dichiarano un’imposta media di 40.180 euro, mentre i gruppi societari che hanno optato per il regime fiscale del consolidato dichiarano un’imposta media di 4.540.230 euro (rispettivamente 44.530 euro e 4.351.350 euro nel 2008). Il confronto con i dati relativi al 2008 evidenzia una rilevante contrazione dell’imposta dichiarata dai soggetti con attività manifatturiera (- 32,3%). Le imprese di maggiori dimensioni (con oltre 50 milioni di volume d’affari) dichiarano oltre la metà dell’imposta netta ed i soggetti che dichiarano i maggiori importi di imposta svolgono attività manifatturiere, finanziarie – assicurative e commerciali".

















