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Bonus ristrutturazioni non stop, il 36% raggiunge una vetta ancora più alta

20/08/2010

Sono oltre 280mila le richieste di detrazione fiscale del 36% pervenute all’Agenzia delle Entrate nei primi sette mesi del 2010. In totale, il periodo gennaio-luglio chiude con un incremento del 12%. Dal Nord al Sud dell’Italia, l’andamento dell’agevolazione fiscale, che favorisce il recupero del patrimonio edilizio, continua a crescere costantemente. Le migliori performance si registrano in Veneto, con un +17%, e in Calabria con un +14%.
A livello locale si guadagnano la maglia rosa quattro province che hanno “ristrutturato” ben il 30% in più rispetto al 2009: sono Vibo Valentia, Prato, Livorno e Padova. E proprio quest’ultima è la new entry nella speciale classifica del 36%, che vede in gara i capoluoghi italiani. In un derby tutto Veneto, infatti, Padova conquista il decimo posto della top ten a scapito di Vicenza che slitta in undicesima posizione.
Puntando il focus sui richiedenti, non solo singoli proprietari, ma anche interi condomini si avvalgono sempre più spesso dello “sconto” fiscale per affrontare i costi del restyling dell’edificio. In questi casi è cura dell’amministratore di condominio presentare alle Entrate la documentazione per la richiesta della detrazione d’imposta del 36% che, divisa per le quote di spettanza, alleggerisce la dichiarazione dei redditi di ciascun condomino. Inoltre, dal 1° luglio, vita più facile per l’amministratore con un adempimento in meno.
Non dovrà più calcolare la ritenuta del 4% sui corrispettivi pagati per la ristrutturazione edilizia, per evitare che le imprese, che effettuano i lavori, subiscano una “doppia” trattenuta. Infatti, il dl 78 del 31 maggio 2010 ha introdotto l’obbligo da parte di banche e uffici postali di applicare una ritenuta d’acconto del 10% sui bonifici relativi al pagamento di interventi di recupero del patrimonio edilizio o di risparmio energetico, calcolata sul totale del bonifico scorporato dell’Iva del 20%. Il periodo preferito dai contribuenti italiani, per far entrare gli operai in casa, è sempre quello di maggio e giugno – come mostra il grafico degli ultimi 5 anni – quando la temperatura inizia a farsi dolce e prima dell’arrivo del grande caldo.

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