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Inps, è guerra aperta contro i “falsi poveri”: sanzioni fino a 5mila euro
“Secondo le disposizioni normative dello scorso luglio - ricorda FiscoOggi - la rivista telematica del fisco, gli enti erogatori di prestazioni sociali devono comunicare all'Inps l'elenco delle persone che hanno ricevuto le agevolazioni. Le indicazioni raccolte vengono poi trasmesse in forma anonima al ministero del Lavoro, per l'attivazione del sistema informativo dei servizi sociali”.
Verranno poi individuati i contribuenti che, a seguito del maggior reddito accertato in via definitiva, non avrebbero potuto accedere ai servizi (o ne avrebbero dovuto fruire in misura inferiore). A questo punto sarà compito dell'Inps comunicare all'ente erogatore l'esito dell'accertamento sui beneficiari delle prestazioni, per il recupero del vantaggio indebitamente conseguito, mentre riceverà i dati dei “falsi poveri” per l'irrogazione della sanzione prevista, da 500 a 5mila euro. Saranno sanzionati anche i contribuenti per i quali verrà accertata una discordanza tra il reddito indicato nella Dsu e quello dichiarato ai fini fiscali, per i casi in cui il soggetto, in virtù del minor reddito dichiarato, ha avuto illegittimamente accesso alle prestazioni sociali agevolate.
I benefici in questione – come noto - sono erogati nell'ambito del diritto all'istruzione, come borse di studio e mense scolastiche o in quello dei servizi, come la riduzione del canone telefonico, della bolletta elettrica, ecc. Per poter usufruire delle agevolazioni occorre presentare la “dichiarazione sostitutiva unica” (Dsu), con indicati la composizione e le caratteristiche del nucleo familiare, i redditi e il patrimonio mobiliare e immobiliare. Sulla base di questi dati vengono calcolati l'indicatore della situazione economica (Ise) e l'indicatore della situazione economica equivalente (Isee), due parametri che permettono di valutare le condizioni economiche del richiedente.

















