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Incentivi alle imprese, porte aperte al Fondo Unico
• promozione delle attività di ricerca, sviluppo e innovazione;
• reindustrializzazione delle aree di crisi;
• innovazione e sviluppo delle piccole e medie imprese.
Gli strumenti a disposizione previsti dalla riforma per poter raggiungere tali obiettivi si concentreranno, concretamente, sugli aiuti di stato a finalità regionale autorizzati dalla Ue; aiuti alle attività di ricerca e innovazione; aiuti agli investimenti delle pmi; garanzie e partecipazione al capitale di rischio e aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà. In pratica, quindi, la finalità che si intende raggiungere attraverso il riordino del sistema degli incentivi alle pmi, è la soppressione degli attuali strumenti a favore della creazione di un Fondo unico, il “Fondo rotativo per la competitività e lo sviluppo” in cui iscrivere tutte le somme destinate in bilancio alle agevolazioni di competenza del Ministero.
In che modo?
Tra le novità principali – come spiegato in un articolo su fondodigaranzia.it - il decreto fisserà l'utilizzo prioritario e generalizzato di meccanismi automatici di aiuto, con particolare riferimento a bonus fiscali e crediti d'imposta, per la promozione degli investimenti delle imprese di minore dimensione e di quelli di contenuta entità finanziaria. In pratica si va verso un doppio binario che prevede una procedura automatica nel caso di investimenti non superiori a 1 milione di euro, ed invece procedura valutativa o negoziale negli altri casi. Il decreto stabilisce inoltre nel dettaglio i requisiti dei soggetti beneficiari, i programmi, le spesse ammissibili e le agevolazioni concedibili. C'è spazio per il Fondo centrale di garanzia, legge 662/96, per la partecipazione pubblica a fondi di investimento di private equity che assumono partecipazioni nel capitale di rischio delle pmi, e per garanzie su finanziamenti per il salvataggio e la ristrutturazione delle pmi in difficoltà.
I tempi
Per la procedura automatica relativa sia per gli accertamenti che per l'erogazione sono previsti trenta giorni. Quattro mesi per concedere le agevolazioni con procedura valutativa e negoziale. I controlli sui programmi di investimento ammessi sarebbero effettuati da un nucleo speciale della Guardia di Finanza presso il ministero, mentre Ipi e Invitalia, enti in house dello Sviluppo economico, sarebbero coinvolti per la progettazione degli interventi, la predisposizione e la gestione operativa dei bandi.











