Fisco: Sismabonus, detrazione ok anche se immobile in locazione 13 marzo 2018

Ristrutturazione“I soggetti Ires possono usufruire dell’agevolazione per interventi di miglioramento sismico di edifici di proprietà (il cosiddetto “Sismabonus“) anche quando gli immobili messi in sicurezza vengono destinati alla locazione”.

E’ il chiarimento della risoluzione dell’Agenzia delle Entrate, che evidenzia come la detrazione fiscale spetti anche se gli immobili oggetto della ristrutturazione non sono utilizzati direttamente a fini produttivi da parte delle società, ma vengono dati in affitto.

La legge prevede una detrazione del 50% per le spese sostenute dal 1 gennaio 2017 al
31 dicembre 2021 per l’adozione di misure antisismiche su edifici che siano situati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) o a minor rischio (zona sismica 3).

Possono accedere all’agevolazione sia i contribuenti soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) sia i soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (Ires) a patto che le costruzioni interessate dall’intervento siano adibite a fini residenziali o ad attività produttive.

Riguardo a queste ultime, l’Agenzia delle entrate aveva chiarito che “sono ricomprese le attività agricole, quelle professionali, quelle produttive di beni e servizi, commerciali o non commerciali.

Il Fisco specifica che “essendo il Sismabonus finalizzato a favorire la messa in sicurezza degli edifici per garantire l’integrità delle persone, l’agevolazione sussiste anche quando i soggetti passivi Ires che possiedono o detengono l’immobile in base a un titolo idoneo non utilizzano l’edificio direttamente ai fini produttivi, ma lo destinano alla locazione”.

La detrazione del 50% per lavori antisismici va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per ciascun anno). La detrazione fiscale sale al 70% della spesa sostenuta se la realizzazione degli interventi determina il passaggio a una classe di rischio inferiore e aumenta all’80% se dall’intervento deriva il passaggio a due classi di rischio inferiori”.

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