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I nostri servizi
I servizi offerti sono molteplici: oltre all'elaborazione dei modelli 730, Isee, Red, Unico Persone Fisiche, Detrazioni, INVCIV, vengono individuate soluzioni per il credito delle piccole e medie imprese (prestiti, finanziamenti e leasing - servizio Credit Pass) e viene fornito il servizio di Pec.
E' stata commissariata la Confesercenti di Palermo. A deciderlo la Giunta nazionale. A prendere il posto del Presidente Giovanni Felice è l’avvocato Pietro Solazzo, su proposta di Confesercenti Sicilia. La decisione scaturisce dal responso degli osservatori inviati a Palermo per verificare la situazione contabile della sede. "Dagli accertamenti - si legge in una nota - sono, infatti, emersi debiti per oltre 500 mila euro e il mancato pagamento dei dipendenti da alcuni mesi". “Ci siamo trovati di fronte una situazione inaspettata e grave - ha detto il vice presidente vicario di Confesercenti Sicilia Vittorio Messina. Palermo è l'unica sede in regione a non avere i conti a posto. Il commissariamento ci permetterà di affrontare la questione con serietà e rigore”.
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"On line la bozza di Parametri imprese il modello, per ora disponibile nella versione provvisoria, che dovrà essere presentato insieme a Unico, del quale costituisce, per i contribuenti interessati, parte integrante". Ne dà notizia Fiscooggi il giornale on line dell'Agenzia delle Entrate che spiega come: " il modello dovrà essere presentato, insieme a Unico 2012, dagli esercenti attività d'impresa per le quali non sono stati approvati gli studi di settore, oppure, anche se approvati, esistono condizioni per la loro inapplicabilità, non estendibili ai parametri, individuate nei provvedimenti di approvazione degli studi stessi". "Per l'omessa presentazione . conclude Fiscoooggi - è prevista una sanzione amministrativa da 258 a 2.065 euro, sanzione ridotta a un ottavo del minimo se si corre ai ripari entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d'imposta nel corso del quale è stata commessa la violazione".
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"Di fronte a un servizio idrico nazionale ''arretrato'' e bisognoso di investimenti di circa 60 miliardi di euro in 30 anni, R.E TE. Imprese Italia invita a valorizzare il partenariato pubblico/privato". Nel corso di un'audizione presso la VIII Commissione Ambiente della Camera dei Deputati l'organizzazione delle Pmi di commercio, artigianato, servizi (che associa Confesercenti, Confcommercio, Casartigiani, Cna e Confartigianato) ha ribadito di essere favorevole a una gestione liberalizzata dei servizi pubblici locali, ma con la Pubblica amministrazione quale garante per il pieno accesso al servizio, a condizioni di economicità e garantendo il rispetto dei principi di efficienza e tutela dell’ambiente''. R.E TE. Imprese Italia ritiene inoltre fondamentale l’Istituzione di una "Agenzia Nazionale di Vigilanza sulle risorse idriche per garantire qualità del servizio, determinare le tariffe, monitoraggio". [Leggi l'articolo]
Dall'accorpamento dei mercati AIM Italia e MAC nasce"AIM Italia -Mercato Alternativo del Capitale" con l'obiettivo, spiega Borsa Italiana,"di razionalizzare l’offerta di quotazione dedicata alle Pmi, valorizzando le esperienze maturate, e di raccogliere il massimo consenso da parte di società, investitori e operatori". "Il nuovo mercato - sottolinea una nota - unisce i punti di forza di MAC e AIM, mutuando dal primo un processo di ammissione agevole, una tempistica ridotta e l'introduzione di lotti minimi di negoziazione, dal secondo il respiro intenazionale, una comunità di professionisti specializzata e la possibilità di accedere a un bacino più ampio di investitori . La nascita di “AIM Italia – Mercato Alternativo del Capitale” - spiega ancora Borsa Italiana nella nota - rappresenta il primo rilevante risultato del lavoro congiunto e di sistema intrapreso in questi mesi dall’Advisory Board che, nato nell’ottobre 2010 per lo sviluppo dei mercati di Borsa Italiana dedicati alle Pmi, è presieduto da VincenzoBoccia ed è composto dai rappresentanti di imprese, banche, investitori e operatori di mercato".
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"Sbarcano in rete i fascicoli 1 e 2 di Unico PF, il modello di dichiarazione unificata dedicato alle persone fisiche, da oggi disponibili in versione provvisoria su www.agenzientrate.gov.it, insieme alle relative istruzioni. Nel modello 2012 approdano importanti novità come la cedolare secca sugli affitti e le modifiche che riguardano il bonus del 36% sulle ristrutturazioni e il 5 per mille". A riportarlo una nota del Fisco che spiega come: "anche quest’anno Unico PF sia user-friendly, con un linguaggio semplificato e numerose schede di sintesi per agevolare la compilazione".
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Fiducia dei consumatori stabile a gennaio. Lo comunica l'Istat che spiega come:"mentre la fiducia rimane a 91,6 peggiora l'indice relativo alla componente economica (da 77,1 a 75,3) e migliora quello riferito alla situazione personale degli intervistati (da 97,3 a 97,9)". Il clima di fiducia dei consumatori migliora nel Nord-ovest e nel Mezzogiorno e peggiora nel Nord-este al Centro.Secondo quanto riporta l'Istituto:"scende l'indice che misura le previsioni a breve termine (da 82,5 a 78,4), mentre sale quello relativo alla situazione corrente (da 98,4 a 102,3). In particolare, si deteriorano le aspettative sull'andamento generale dell'economia Italiana(il saldo scende da -56 a -67) e crescono le aspettative didisoccupazione (da 87 a 97 il saldo delle risposte). Scende anche il saldo relativo alle valutazioni prospettiche sul risparmio (da -85 a -94). Migliora, invece, quello sulla convenienza dell'acquistodi beni durevoli (da -99 a -88 il relativo saldo), anche se le intenzioni di acquisto futuro peggiorano significativamente (da -58 a -68). Circa iprezzi al consumo, il saldo dei giudizi sull'evoluzione recente aumenta da 65 a 69 e quello sull'evoluzione nei prossimi dodici mesi diminuisce da 58 a 57".
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"La crisi di fiducia che dalla metà del 2011 ha colpito il nostro e gli altri Paesi dell’Eurozona, ha rallentato ma non fermato la voglia di fare impresa degli italiani. Tra gennaio e dicembre dello scorso anno i registri delle Camere di commercio hanno rilevato la nascita di 391.310 imprese, a fronte delle quali 341.081 hanno cessato l’attività. Il saldo di fine anno ammonta pertanto a 50.229 imprese in più che portano il totale dello stock di imprese esistenti al 31 dicembre 2011, al valore di 6.110.074 unità. In pratica un’impresa ogni dieci abitanti". Questi i dati di sintesi più significativi dell’indagine Movimprese - la rilevazione trimestrale sulla natalità e mortalità delle imprese condotta da InfoCamere e diffusi dal Presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello. "Se rispetto al 2010 - spiega una nota - il dato certifica un rallentamento della vitalità del sistema (+0,8 contro +1,2% il tasso di espansione della base imprenditoriale), va detto però che il bilancio del 2011 è stato comunque migliore di quelli del triennio 2007-2009, quando la crescita media si è aggirata intorno allo 0,5%".
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Il presidente di turno di Rete Imprese Italia, Marco Venturi, è intervenuto, durante l’audizione della VI Commissione permanente delle Finanze alla Camera dei Deputati, sulle problematiche di attuazione dell’Accordo di Basilea III. E' quanto riporta una nota. "La nuova regolamentazione internazionale sul capitale e sulla liquidità delle banche - ha affermato Venturi - entrerà in vigore, con gradualità annuale, nel periodo compreso fra il 2013 e il gennaio 2019. L'obiettivo, dice, è trasformare questa fase di riflessione in un momento di confronto approfondito sulle difficoltà che oggi perdurano per le imprese nell'accesso al credito''. "L'audizione è l'occasione per richiamare l'attenzione su una serie di criticità che impediscono alle imprese di ottenere il credito bancario necessario per recuperare adeguati livelli di margini operativi”, sottolinea Venturi. "L'allocazione del credito - conclude il presidente di Rete Imprese Italia - continua a penalizzare le imprese con meno di 20 addetti: a queste va solo il 19% dei finanziamenti bancari erogati al complesso delle imprese, nonostante il loro contributo al valore aggiunto sia più che doppio e quello all’occupazione ben al di sopra del 50%".
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Continua l'andamento negativo del commercio. A rivelarlo è l'Istat che spiega come "a novembre 2011 l'indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio abbia segnato una diminuzione congiunturale dello 0,3%. Rispetto a novembre 2010, l'indice grezzo del totale delle vendite segna un calo dell'1,8%. Nella media del trimestre settembre-novembre 2011 l'indice è diminuito dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti. Nel confronto con ottobre 2011, le vendite diminuiscono in misura decisamente più marcata per i prodotti alimentari (-0,8%) che per quelli non alimentari (-0,1%). Le vendite di prodotti alimentari segnano una lieve diminuzione tendenziale (-0,1%), mentre quelle di prodotti non alimentari registrano una caduta del 2,6%. Le vendite per forma distributiva mostrano, nel confronto con il mese di novembre 2010, flessioni marcate sia per la grande distribuzione (-1,7%), sia per le imprese operanti su piccole superfici (-2,0%). Nei primi undici mesi del 2011, rispetto allo stesso periodo del 2010, l'indice grezzo diminuisce dell'1,0%. Le vendite di prodotti alimentari aumentano dello 0,2%, mentre quelle di prodotti non alimentari diminuiscono dell'1,5%". ''Le vendite calano e all'orizzonte non si intravede una ripresa''. Questo il commento della Confesercenti. Per l'organizzazione, infatti, ''è inutile illudersi: non basteranno le liberalizzazioni proposte a cambiare questo scenario e ad invertire la rotta per ridare slancio all'economia''.
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"Resta invariato il codice tributo per l’utilizzo in compensazione, con il modello F24, dell’agevolazione sul gasolio,per uso autotrazione,nel settore del trasporto". A darne notizia è l'Agenzia delle Entrate che spiega come: "si tratti del codice tributo 6740 - credito d’imposta - agevolazione sul gasolio per autotrazione impiegato dagli autotrasportatori”, già istituito con la risoluzione n.133/E del 30 aprile 2002 e confermato dall’Agenzia delle Dogane con proprio atto del 4 gennaio 2012". "L’agevolazione - sottolinea il Fisco - consiste in un credito d’imposta, a favore degli esercenti attività di autotrasporto, riconosciuto per l’incremento delle accise sui carburanti. In proposito, il comma 4 dell’articolo 15 del Dl 201/2011 (convertito con la Legge 214/2011) stabilisce che il rimborso possa essere dato attraverso le modalità individuate dall’articolo 6 del Dlgs 26/2007. Quest’ultima norma prevede la possibilità di compensare il credito con il modello di pagamento F24".
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"On line nuove bozze, per il 2012, da utilizzare per le dichiarazioni fiscali, di quest'anno". Ne dà notizia Fiscooggi, il giornale on line dell'Agenzia delle Entrate,che spiega come si tratti della: "pubblicazione delle bozze dei tre modelli Ine, riservati a società di capitali, società di persone e persone fisiche e di Parametri professioni, dedicato agli esercenti arti e professioni". "In ogni caso - riporta Fiscooggi - interessano solo quei contribuenti che non applicano gli studi di settore. Si tratta di modelli che viaggiano in tandem con Unico, al quale vanno allegati. In essi andranno riportate le informazioni che consentono all’Agenzia delle Entrate di individuare gli elementi utili alla rilevazione della presenza di ricavi o compensi non dichiarati ovvero di rapporti di lavoro irregolare, come stabilito dal comma 19, articolo 1, della Finanziaria 2007".
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R.E TE. Imprese Italia considera importante l'apertura del confronto sul mercato del lavoro tra Governo e Parti Sociali, pur chiedendo di fare "passi avanti sulla flessibilità e creare nuovi posti di lavoro". In una nota dell'Associazione si legge come: "per creare nuovi posti di lavoro non servono soluzioni preconfezionate che riducano la flessibilità in entrata e in uscita. Non è sostenibile né sul piano del metodo né sul piano economico l’introduzione di qualsiasi misura che penalizzi le PMI e il sistema d'impresa diffusa". R.E TE. Imprese ritiene inaccettabile la fissazione di un sovra costo per il contratto a tempo determinato. In alcuni settori c’è infatti un’esigenza fisiologica legata a fattori temporanei che viene soddisfatta prevalentemente con contratto a tempo determinato: strumento irrinunciabile che non può essere limitato a “sostituzioni” o “stagionalità”.
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"È assolutamente inaccettabile l’ulteriore aumento delle aliquote contributive pensionistiche a carico dei lavoratori autonomi,previsto dalla riformulazione del decreto Milleproroghe,operata dalle Commissioni alla Camera". È questa l’opinione di R.E TE. Imprese Italia, l’associazione che riunisceConfesercenti, Casartigiani, CNA, Confartigianato e Confcommercio, che in una nota sottolinea come: "non sia giusto che i lavoratori autonomi sopportino il costo di copertura della spesa per finanziare il pensionamento senza penalizzazioni dei lavoratori precoci di tutte le categorie. Servono soluzioni più eque". Intanto questa mattina si è aperto, a palazzo Chigi, il confronto sui temi del lavoro, conGoverno, imprese e sindacati attorno allo stesso tavolo. La delegazione di R.E TE. Imprese Italia era guidata da Marco Venturi Presidente portavoce. [Leggi tutto l'articolo]
"Il fatturato dell'industria a novembre resta fermo su base mensile, segnando una variazione nulla su ottobre (dato destagionalizzato), mentre sale dello 0,2% (corretto per effetti calendario) su base annua". E' il rialzo tendenziale più basso da dicembre del 2009. A rilevarlo l'Istat che spiega come: "nella media degli ultimi tre mesi (settembre-novembre), l'indice diminuisca del 2,9% rispetto ai tre mesi precedenti (giugno-agosto)". "Gli indici destagionalizzati del fatturato - prosegue l'Istituto di statistica - segnano, in termini congiunturali, un incremento dell'1,3% per l'energia, dell'1,2% per i beni di consumo, dello 0,1% per i beni intermedi e una diminuzione del 2,0% per i beni strumentali. Nel confronto tendenziale, il contributo più ampio alla crescita del fatturato viene dalla componente interna dell'energia".
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"Sono più di 4 i mesi (122,3 giorni) che la Pubblica Amministrazione impiega, in media, per pagare le piccole imprese". Questi i risultati di un’indagine di Fondazione Impresa e riportati in una nota, su un campione di 1.000 imprese italiane con meno di 20 addetti. "Nelle transazioni con i clienti privati - prosegue la nota - le piccole imprese devono aspettare di meno (86,5 giorni), ma in questo caso i tempi di pagamento sono cresciuti maggiormente: tra il primo e il secondo semestre del 2011 sono 32,7 i giorni in più rispetto ai +29,1 giorni della Pubblica Amministrazione". "In effetti - come sostengono i ricercatori di Fondazione Impresa - nei rapporti commerciali con i clienti privati l’incidenza delle imprese che hanno riscontrato un aumento dei tempi di attesa (rispetto al I semestre 2011) è elevata (50,2% del totale) mentre nei rapporti con la Pubblica Amministrazione la percentuale di piccole imprese che ha dichiarato un aumento dei tempi di pagamento scende al 35,2%. Questo segnale è in parte incoraggiante e si suggerisce che le campagne di sensibilizzazione legate al tema dei ritardi dei pagamenti della Pubblica Amministrazione possano portare ad una riduzione dei tempi di attesa complessivi".
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